Il Museo Archeologico Nazionale di Altino: alle origini di Venezia

Mar 1, 2016 | Exhibition

Se siete appassionati di archeologia e non conoscete questo sito vicino all’antica via Annia creata per collegare il Veneto al nord dell’Europa, dovete sicuramente pensare ad una tappa qui e poi visitare Torcello, Burano, Murano e Venezia.

Il museo è stato ristrutturato e riaperto da pochi mesi, infatti manca ancora un catalogo esaustivo. Tuttavia è stata una piacevole sorpresa la mia tappa odierna qui: al momento dell’inaugurazione non ero riuscita neppure ad entrare, mentre oggi ero da sola a girare nelle sale magnificamente allestite.

Ho così riscoperto la storia di questo luogo dal Mesolitico ai primi secoli d.C., potendo osservare interessanti manufatti in materiale vario, corredi funerari e storie della città di Altino, da cui provenivano alcuni degli abitanti di Torcello, l’antenata di Venezia.

Ho potuto vedere ad esempio sia tombe di cavalli offerti a Diomede (da testimone ne scrisse Strabone in lingua greca) in località Brustolade, che tombe varie sia ad incinerazione che ad inumazione (queste ultime di mercenari celti comprendenti armi metalliche, ceramiche fini e fibule con corallo e smalto rosso).

Si possono osservare le prime stoviglie e l’evoluzione della produzione di ceramica, metallo (con speciale riferimento alla dracma venetica e alle situle funerarie), vetro, cuoio e la famosa lana di Altino. Sensazionale la ricostruzione della mappa della città in epoca romana durante la massima espansione della città e di parti di ville vicino all’acqua, come di parte di un tempio al dio Altino segnalato dal VII secolo a.C. fino al III secolo d.C. e ritrovato non lontano dal sito del museo e dalla foce del fiume, in zona strategica per i commerci con l’Etruria, la Grecia, la Magna Grecia, il centro Italia e l’Oltralpe. Evidenziato il culto al dio celtico della guerra Belathukadro.

 

I venetici utilizzavano l’alfabeto etrusco e la loro lingua era di origine indoeuropea: conosciamo solo stele funerarie e iscrizioni (VI-I secoli a.C.), con la romanizzazione del territorio fu utilizzato il latino. A volte le iscrizioni si leggono da destra a sinistra, a volte no. Molto interessante la pietra funeraria dedicata a due sorelle, in parte corrosa, proveniente dal sepolcreto settentrionale. Interessanti le prime epigrafi romane su pietra e su ceramica (III sec. a.C.).

Dopo la costruzione di strade come la via Annia e la via Popilia Altino entra a far parte della sfera d’interesse romana, come Aquileia e Ravenna, essendo equidistante da queste due città.

Vengono adottate unità di misura come il piede e la libbra, circolano monete romane, viene introdotto l’obolo a Caronte nella pratica funeraria, recinti quadrangolari delle tombe gentilizie, la centuriazione, la costruzione di ricche ville con giardini e fontane.

Molto interessante anche la sezione dedicata ai mestieri praticati in quest’area nei primi secoli dell’era cristiana: produttori di lana, architetti e geometri, pantomimi, una piccola sezione è dedicata ai giochi e ai passatempi, le collezioni dei ricchi in contatto con il mondo greco dal I sec. a.C.

Che ne dite di questo luogo particolare che ci riporta così indietro nel tempo? Prima di Venezia le origini di un emporio famoso nella Venetia dei Romani.