Venezia e l’Ordine di Malta

Mar 1, 2016 | Venetian life

Una relazione secolare e un luogo segreto in città

Mi sono divertita molto domenica scorsa 21 febbraio, quando noi guide turistiche abbiamo festeggiato la Giornata mondiale delle guide turistiche della WFTGA in un luogo davvero speciale: abbiamo offerto visite gratuite nella chiesa e nel convento di San Giovanni di Malta, a Castello, vicino a San Giorgio degli Schiavoni, sede del Gran Priorato di Lombardia e Venezia.
In passato ci furono divergenze, ma non solo, tra la Repubblica di Venezia e l’Ordine di Malta. Grazie all’esistenza di un archivio ben documentato è stato possibile ricostruire le storie di famiglie veneziane destinate a mantenere rapporti costanti con quest’ordine per acquisire e mantenere importanti cariche ecclesiastiche tramite le commende in terraferma molto ricche ed esentasse da parte della Repubblica e della Chiesa (famiglie Corner, Lippomano e Giustiniani).

Da una parte ci fu il forte espansionismo turco nel Mediterraneo a causa del quale Venezia perse alcune colonie come Negroponte, Cipro e Creta, dall’altra la concorrenza commerciale tra Venezia e francesi, gli olandesi e inglesi erose il primato della Repubblica di Venezia nel Levante. Per la nostra città Candia divenne un simbolo di autorevolezza e prestigio internazionale, del proprio mito. In quel momento l’Ordine diventò un alleato prezioso e ciò si consolidò nel Settecento.

A un certo punto Napoleone entrò prepotentemente in scena. La Repubblica di Venezia dovette soccombere, mentre l’Ordine di Malta a vocazione internazionale fu protetto dal Vaticano e dall’Impero asburgico e assicurò un’alta formazione per futuri ufficiali delle marine europee e l’Ordine si aggiornò in un mutato scenario geopolitico, anche se nel 1798 Malta fu perduta. Il patriziato di Venezia invece ebbe una profonda crisi d’identità. Tutte queste storie si trovano in un libro molto ben documentato scritto da un giovane studioso di nome Luigi Robuschi, intitolato La croce e il leone, edito da Mimesis Edizioni nel 2015.
All’interno del sito invece si ha la fortuna di conoscere un altro storico preparato di nome Massimo, il quale svolge con cura e amore la sua opera di divulgazione e spiega le complicate vicende dell’Ordine di Malta.

Mi hanno colpito molto la curatissima sistemazione attuale dell’ex convento di San Giovanni di Malta, della chiesa con il suo lapidario e i progetti per il restauro del giardino da realizzare in un prossimo futuro. Il chiostro emana un’atmosfera particolare con la sua bella vera da pozzo cinquecentesca, la scala, il portico e la finestrella medioevale ritrovata negli anni ’60. Mi ha entusiasmato ritrovare in chiesa un altare proveniente dalla chiesa di San Geminiano non più esistente, ma localizzata in Piazza San Marco, un dipinto originale di Giovanni Bellini su San Giovanni che battezza Gesù insieme al committente Michiel, la lapide del doge Bertucci Contarini, il soffitto alla veneziana con i legni provenienti dall’Arsenale, la storia del padre di Baldassarre Longhena che voleva essere sepolto nell’ambito del monastero e fece un’autocertificazione a tale scopo (ma la sua tomba è stata rimossa, poiché non era membro dell’Ordine), le campane restaurate e ancora funzionanti, le finalità caritatevoli portate avanti ancora oggi.
Vorrei tornarci, magari proprio con qualcuno di voi. Sarà per uno scopo nobile e sarà un balsamo di bellezza nel cuore di Venezia e della sua storia.