Chi sono

Venezia, la luna e tu.

Questo è il titolo di una canzone famosa negli anni ’60. Oggi la dedico a voi.

Allora ero una bimba curiosa residente nella terraferma veneziana.

Mio padre faceva il pendolare da Mestre a Venezia e viceversa, io lo sono diventata in età adulta, quando ho iniziato a frequentare Ca’ Foscari, la nostra Università. Sono laureata in lingue e letterature straniere.

Da molti anni lavoro come guida turistica abilitata a Venezia e amo profondamente il mio lavoro. Parlo russo e inglese, oltre all’italiano che è la mia lingua madre.

Voglio bene anche a Mestre, il brutto anatroccolo https://find-bride-comments.net/ rispetto a Venezia. In passato è stata paragonata ad una piccola Versailles. Ma è casa mia. E con il tempo secondo me è migliorata. La maggioranza dei veneziani risiede in Terraferma.

Anche ai tempi dell’università ho girato la città storica con innumerevoli amici stranieri che venivano a trovarmi da vari paesi del mondo, visto che il nome di Venezia funge da calamita e fa sognare. Da adolescente mi sono persa tante volte gironzolando con le amiche, ma era un bel gioco.

Da bambina ho dato da mangiare ai colombi in Piazza San Marco, ma adesso non si può più. Ho giocato sulla sedia di Attila a Torcello, ho ammirato con stupore i maestri vetrai di Murano, ho ascoltato le canzoni dei gondolieri ed ho visto ripetutamente la Venezia da turisti in Canal Grande o al Lido e la città meno frequentata come l’isola di San Giorgio o il Ghetto a Cannaregio o ancora la Giudecca o Santa Maria della Salute, quando andavo dalla mitica zia Maria, una vera autorità in fatto di venezianità.

Ho sentito che questa città occupa un posto speciale nel mio cuore quando me ne sono allontanata per ragioni di lavoro. Non vedevo l’ora di tornarci, mi mancava profondamente. Tornare per una visita agli amici, piuttosto che per un bel film o una bicchierata mi faceva stare bene. E ripartire. Che sia la sindrome di Marco Polo?

Non so ancora vogare alla veneta, ma mi riprometto da anni che imparerò. Non guido la macchina volentieri. Amo profondamente la montagna e il lago di Garda. Amo pazzamente viaggiare. Amo la musica.

La dimensione sociale di Venezia è unica ed irripetibile, come le sue pietre e i legni, l’acqua e i silenzi, i colori e i rumori che la caratterizzano. La gente ama incontrarsi all’aperto: il rito delle ciacole ci accompagna sempre. Si vive in maniera rilassata.

Ogni volta Venezia sa stupire chi la osserva e per questo non c’è un modo unico di visitarla. Tutte le stagioni danno emozioni diverse, ma io sono innamorata dell’inverno che ha un fascino particolare: intimità e spazio. Zero turisti.

L’estate qui può essere pesante per via del caldo umido, anche se i veneziani hanno le loro armi segrete per combatterlo. Per i turisti a volte è più difficile, specialmente quando scelgono modalità di visita non propriamente sagge. Le stagioni di mezzo sono ideali se il tempo è buono, ma se piove si trova sempre qualcosa da fare.

Vi invito ad essere non solo i classici turisti mordi e fuggi, ma a vivere questa città con gli occhi dei suoi abitanti che le vogliono tanto bene e vorrebbero che restasse una città, non una quinta teatrale.

Chiedete dunque informazioni, storie, aneddoti e curiosità ed io cercherò di accontentarvi e di accogliervi con entusiasmo, competenza e passione.

In due ore è possibile già fare un percorso guidato che dia un inquadramento storico-artistico e di vita quotidiana che vi faccia percepire la città in modo autentico e come se anche voi vi sentiate amici della nostra città mentre siete qui.

Già facendo un giro in taxi (un’ora) si può vedere la città dall’acqua. Potete regalarvi un momento magico ad un costo relativamente contenuto. Certo per un’esperienza ancora più coinvolgente è necessario visitare gli interni: musei, palazzi, case, chiese e le pietre https://paperwriters.org/ parlanti della città, compresi i giardini. E’ importante conoscere quei veneziani che con orgoglio difendono i mestieri artigiani che hanno reso grande Venezia nel suo straordinario passato. E’ possibile contattare persone esperte di cucina veneziana, preparare i cicchetti veneziani o un menù completo.

Si possono chiedere tour particolari o disegnati su misura con un certo anticipo.

Posso concordare con voi visite a mostre temporanee e suggerire percorsi nel Veneto e nell’altra Venezia, al di là dell’Adriatico.